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Neil Postman: Divertirsi da morire. (Paperback, Italian language, 2002, Luiss) Nessuna valutazione

I media definiscono le nostre percezioni, organizzano le nostre esperienze e reazioni emotive, condizionando ogni …

Mi sembra utile chiarire la situazione così: i cambiamenti nell'ambiente simbolico sono come i cambiamenti nell'ambiente naturale; all'inizio, entrambi sono graduali e aggiuntivi, e poi, tutto d'un tratto, si raggiunge la "massa critica", come dicono i fisici. Un fiume, che si è inquinato lentamente, diventa di colpo tossico; quasi tutti i pesci muoiono; nuotarci diventa pericoloso. Ma il fiume sembra sempre lo stesso e una gita in barca si può sempre fare. In altre parole, il fiume non scompare e restano egualmente alcuni dei suoi usi, ma il suo valore è molto diminuito e le sue condizioni degradate avranno effetti negativi sul paesaggio. Succede lo stesso con il nostro ambiente simbolico. Io credo che sia arrivata la "massa critica" in cui i mezzi elettronici hanno cambiato in modo decisivo e irreversibile il carattere del nostro ambiente simbolico. Siamo giunti a una cultura in cui informazioni, idee ed epistemologie vengono dalla televisione, non dalla parola stampata. Ci sono ancora, è vero, molte persone che leggono, e si pubblicano ancora molti libri, ma gli usi della stampa e della lettura non sono più gli stessi; nemmeno a scuola, dove pure si pensava che il libro fosse insostituibile. Si illudono coloro che pensano che la televisione e i libri possano coesistere, perché coesistenza vorrebbe dire parità. Invece non c'è parità. La stampa ha ormai soltanto un residuo di epistemologia, e lo conserverà, aiutata in una certa misura dai computer, dai giornali e dai settimanali, che però sono fatti in modo da sembrare sempre più dei video. Come qualche pesce che sopravvive alla tossicità del fiume e come i barcaioli che continuano a navigarci, ci sarà sempre ancora tra noi qualche persona per la quale il senso delle cose continuerà a essere vivificato dalle vecchie acque limpide.

Divertirsi da morire. di  (Pagina 49)