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Roberto Casati: Contro il colonialismo digitale (Italian language, 2013) 5 stelle

Il rapporto della scuola con le nuove tecnologie ha molti altri spazi che non quello della rincorsa. In realtà, e ribadisco il punto esposto in precedenza, la scuola avrebbe tutto da guadagnare da una riflessione sulle sue immense potenzialità non digitali in un mondo colonizzato dagli strumenti digitali commerciali. A medio termine, sarebbe già molto importan-te permettere agli insegnanti e alle famiglie di riconoscere la distinzione tra «nativi digitali» (nell'accezione innocua di «abituati alle tecnologie») e «competenti tecnologici». Si può essere digitali di nascita e restare poi tutta la vita incantati da una tecnologia di cui non si comprendono i meccanismi e che viene quindi vissuta in modo quasi magico. Aiutare a comprendere il funzionamento delle architetture informatiche, la ricerca scientifica e tecnologica, le strutture economiche e di potere dietro i prodotti di uso anche più comune (perché compare la sequenza «http://», chi assegna i nomi di dominio, chi possiede i miei dati personali, chi ha i permessi per modificare la mia pagina web e come viene costruito il mio profilo a fini pubblicitari) sarebbe già un primo, utile passo, del tutto in linea con i compiti generali della scuola e tale, forse, da levare l'affanno della rincorsa rispetto a una tecnologia rapida che viene soltanto subìta. La velocità dell'innovazione tecnologica genererà inevitabilmente una continua carenza quanto alla comprensione teorica delle tecnologie: dobbiamo spiegare che cosa è un algoritmo, in che modo gli algoritmi di Google determinano il design dei sistemi di raccomandazione e in che modo quest'ultimo determina poi le scelte di chi le tecnologie le usa (vedi più avanti). Si deve spiegare come si paghino a distanza di anni certe scelte di design riciclato nel grande copia-e-incolla della costruzione del software. Piuttosto che introdurre con affanno le tecnologie in classe, la scuola ha molto margine per insegnare a studiare le complessità non solo tecniche ma anche sociali e cognitive del design tecnologico.

Contro il colonialismo digitale di  (Pagina 95)