alephoto85 citazione da Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati
Quanto a Prensky, l'inventore dell'etichetta dei «nativi» digitali (che per lui fa da contrasto a quella di «immigranti» digitali, un'altra categoria malissimo definita), andiamo a vedere da vicino le grandi motivazioni, una interna e una esterna, per l'adozione dell'etichetta. Quella interna riguarda il dato sull'uso dei media da parte delle matricole universitarie statunitensi. Secondo Prensky, uno studente giunto al primo anno di università ha alle spalle 5.000 ore di lettura, 10.000 ore di videogiochi e 20.000 ore di televisione. Benissimo. La curiosa proposta di Prensky di fronte a questo dato è di abbassare le braccia, dare ancora più videogiochi agli studenti durante le ore di lezione, e invitare gli insegnanti a ridefinire il loro modo di stare in classe così da far asso-migliare la lezione a un videogioco. E che cosa fa di lavoro Prensky quando scrive il suo articolo, oggi citato come fosse una fonte scientifica? Lo sviluppatore di videogiochi. Forse non dobbiamo preoccuparci troppo dei conflitti di interesse, ma forse anche si.
— Contro il colonialismo digitale di Roberto Casati (Pagina 68)
