La trentaseienne Furukura Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ragion per cui ha deciso di provare a conformarsi alle aspettative della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, un piccolo convenience store giapponese aperto 24/7.
È qui che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time. I suoi genitori e le poche amiche d’infanzia sono preoccupati per lei e sperano che presto o tardi possa sistemarsi e mettere su famiglia. Keiko, però, sembra incapace di adeguarsi alla norma, si è sempre comportata “in modo diverso”, per usare un eufemismo. Ed è con questo spirito anticonformista che paradossalmente affronta ogni cosa nell’universo circoscritto del konbini, al quale si consacra nella maniera più assoluta. Il suo posto nel mondo lo ha trovato proprio qui, dove tutto accade come se fosse scritto in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole …
La trentaseienne Furukura Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ragion per cui ha deciso di provare a conformarsi alle aspettative della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, un piccolo convenience store giapponese aperto 24/7.
È qui che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time. I suoi genitori e le poche amiche d’infanzia sono preoccupati per lei e sperano che presto o tardi possa sistemarsi e mettere su famiglia. Keiko, però, sembra incapace di adeguarsi alla norma, si è sempre comportata “in modo diverso”, per usare un eufemismo. Ed è con questo spirito anticonformista che paradossalmente affronta ogni cosa nell’universo circoscritto del konbini, al quale si consacra nella maniera più assoluta. Il suo posto nel mondo lo ha trovato proprio qui, dove tutto accade come se fosse scritto in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole per essere efficiente, la migliore commessa possibile. Finché non incontra Shiraha, un nuovo e strambo collega trentacinquenne in cerca di moglie, il quale è convinto che il mondo si sia fermato all’epoca preistorica…
Per Keiko potrebbe trattarsi dell’occasione per lasciare il suo amato konbini e creare finalmente una famiglia, soddisfacendo le aspettative dei suoi cari? O il mondo del konbini, con le sue precisissime regole e il suo singolare valore simbolico, avrà la meglio?
Quando lessi La ragazza del convenience store a suo tempo, appena ventitreenne, lo commentai come segue:
Un piccolo spaccato di vita giapponese, dalla prospettiva di una protagonista molto sui generis. Sospeso fra tragedia e racconto di maturazione. Davvero appassionante.
Ora che trascrivo la recensione su Bookwyrm, senza neanche doverlo rileggere, mi sento di aggiungere questo: la protagonista non è solo sui generis, è una donna probabilmente neurodivergente che si rivendica di vivere la cazzo di vita che vuole e vaffanculo le aspettative sociali. Keiko eroina universale, porcogiuda!
This is one of the most delightful and quirky books I've read in some time. The protagonist of the novel, Keiko, is neurodivergent, 36 years old, has never had a physical relationship with anyone, has been working at the same convenience store since she was 18 and has a sister who hopes that one day Keiko will be 'cured'. Her relationship with the convenience store is everything. It regulates her sleeping patterns, the food she eats and her personal appearance. It even provides her with a script on interacting with the customers.
However, working in a convenience store is not seen as a real job and besides, at her age, Keiko should be considering marriage and children. These things mean nothing to Keiko. Instead, she spends her days copying mannerisms, expressions and dress styles from her coworkers to build a repertoire of social normality so that her circle of friends …
This is one of the most delightful and quirky books I've read in some time. The protagonist of the novel, Keiko, is neurodivergent, 36 years old, has never had a physical relationship with anyone, has been working at the same convenience store since she was 18 and has a sister who hopes that one day Keiko will be 'cured'. Her relationship with the convenience store is everything. It regulates her sleeping patterns, the food she eats and her personal appearance. It even provides her with a script on interacting with the customers.
However, working in a convenience store is not seen as a real job and besides, at her age, Keiko should be considering marriage and children. These things mean nothing to Keiko. Instead, she spends her days copying mannerisms, expressions and dress styles from her coworkers to build a repertoire of social normality so that her circle of friends continue to suspect nothing.
Convenience Store Woman is told through Kekio's eyes and so we see the world as she sees it, in all its confusing glory. The writing style is, like Keiko herself, honest and to the point. I read this book as a humorous commentary, if not satire, regarding Japanese working culture. On another level, it serves as a general critique of Japanese society and those, particularly women, through no fault of their own are doomed never to fit in. For someone like Keiko, not fitting in could be perceived as real freedom. Overall, I enjoyed this book and would recommend it to those who like a bit of quirk with their fiction.