SaraS ha recensito The politics of obedience di Étienne de La Boétie
Review of 'The politics of obedience' on 'Goodreads'
5 stelle
Chi lo scrive é giovanissimo e nato nel 1530 ma sembra un ragazzo contemporaneo mentre parla non solo ai suoi coetanei. Cerca il motivo primo delle sofferenze dell'uomo per via dei vari tiranni che hanno comandato terre solo per il gusto dell'arricchirsi e del come é sempre possibile ne esistano e continuino a farlo.
Un cerchio che si ripete ma perché se conosciamo sempre lo sviluppo della tarannia? Non si incolpa un singolo ma si fa riflette la comunità sul senso dell'abitudine, della percezione della libertà.
"Ma se mille, se un milione, se mille città non si difendono da un uomo solo, non può essere per codardia; questa non arriva a tanto... Quale vizio mostruoso sarà allora mai questo, che non merita nemmeno la qualifica di codardia, per il quale non vi é nome sufficientemente volgare, che la natura rinnega di avere creato e la lingua rifiuta di nominare?".
"Sì …
Chi lo scrive é giovanissimo e nato nel 1530 ma sembra un ragazzo contemporaneo mentre parla non solo ai suoi coetanei. Cerca il motivo primo delle sofferenze dell'uomo per via dei vari tiranni che hanno comandato terre solo per il gusto dell'arricchirsi e del come é sempre possibile ne esistano e continuino a farlo.
Un cerchio che si ripete ma perché se conosciamo sempre lo sviluppo della tarannia? Non si incolpa un singolo ma si fa riflette la comunità sul senso dell'abitudine, della percezione della libertà.
"Ma se mille, se un milione, se mille città non si difendono da un uomo solo, non può essere per codardia; questa non arriva a tanto... Quale vizio mostruoso sarà allora mai questo, che non merita nemmeno la qualifica di codardia, per il quale non vi é nome sufficientemente volgare, che la natura rinnega di avere creato e la lingua rifiuta di nominare?".
"Sì aggiunga, per di più, che non é necessario combattere questo tiranno, non é necessario levarlo di mezzo: si leva di mezzo da sé, a patto che il paese non acconsenta alla propria servitù: non bisogna togliergli alcunché; bisogna non regalargli nulla."
