SaraS ha recensito Nessuna scuola mi consola di Chiara Valerio (Gransasso -- 14)
Review of 'Nessuna scuola mi consola' on 'Goodreads'
4 stelle
Una professoressa che insieme ai colleghi ha un'idea per il burnout del lavoro: un club notturno nella scuola per sfogarsi, parlare di studenti, di riforme, di cosa è sbagliato e giusto. Nel corso dell'anno accadono un fraintendimento e una quasi denuncia per molestie e un coming out futuro; tra l'interesse solo per lo studio e il pensiero di una problematica. La postfazione si concentra sui problemi della scuola tra COVID e la visione dei settori precari e dimenticati connettendolo al maggior numero di donne nel settore: le donne insegnano e fanno le infermiere (il ruolo della cura è sempre stato affidato a loro 'naturalmente'). Aggiungendo anche come adesso vengano regalati diplomi, come la scuola non venga migliorata e i genitori e i ministeri si mettano sempre in mezzo nel modo sbagliato è una lettura breve ma interessante dal punto di vista di una professoressa a cui la scuola e lo …
Una professoressa che insieme ai colleghi ha un'idea per il burnout del lavoro: un club notturno nella scuola per sfogarsi, parlare di studenti, di riforme, di cosa è sbagliato e giusto. Nel corso dell'anno accadono un fraintendimento e una quasi denuncia per molestie e un coming out futuro; tra l'interesse solo per lo studio e il pensiero di una problematica. La postfazione si concentra sui problemi della scuola tra COVID e la visione dei settori precari e dimenticati connettendolo al maggior numero di donne nel settore: le donne insegnano e fanno le infermiere (il ruolo della cura è sempre stato affidato a loro 'naturalmente'). Aggiungendo anche come adesso vengano regalati diplomi, come la scuola non venga migliorata e i genitori e i ministeri si mettano sempre in mezzo nel modo sbagliato è una lettura breve ma interessante dal punto di vista di una professoressa a cui la scuola e lo studio ha sempre appassionato. "Per prima cosa bisogna sapere tenere la classe. E chi è entrato in aula una volta nella vita lo sa. Perché la curiosità intellettuale in un mondo solleticato dalla ricerca dello straordinario, del caso mediatico, non è quasi niente. E la storia e le scoperte dell'uomo non sono straordinarie per chi le ha avute sempre cotte senza chiedersi chi le aveva cucinate. Entrare in un'aula oggi è una grande doccia di umiltà del tipo non siamo niente."
