V for Vignetta ha valutato Pop!: 3 stelle

Pop! di Gabriele di Benedetto
Un gruppo di palloncini rossi viene liberato in aria durante l'inaugurazione di un centro commerciale. Mentre salgono sempre di più, …
Quando leggevo fantasy, pensavo: "I classici sono noiosi". Quando leggevo classici, pensavo: "I fumetti sono stupidi". Quando leggevo fumetti... Niente, sono ancora qui a leggere fumetti. A volte anche qualche fantasy / classico / saggio / altro.
Questo collegamento si apre in una finestra pop-up

Un gruppo di palloncini rossi viene liberato in aria durante l'inaugurazione di un centro commerciale. Mentre salgono sempre di più, …
Emily Carroll, marchesa del fumetto horror (dico "marchesa" perché probabilmente i titoli di "regina", "principessa" e pure "contessa" sono stati già presi), ci regala una ballata gotica con un bel ritmo che viene valorizzato proprio dalla forma "fumetto". Grandi scene affollate si alternando a piccole vignette frammentate, durante le quali capita che la stessa protagonista incespichi e perda la parola davanti all'orrore (che è molto più di "orrore", è qualcosa di più complesso). Barbablù è solo lo spunto per raccontare una fiaba altrettanto oscura, che incanta e turba insieme.
Your Mother’s Fox di Niv Sekar è una storia breve di 36 pagine con uno storytelling tale da trascinare il lettore fin dalla prima pagina nella triste, malinconica e allo stesso tempo magica realtà della protagonista: una donna vicina ai 30 anni che ha di recente perso il lavoro, il partner e pure la casa. Insomma, una situazione in cui chiunque si sentirebbe perso e confuso, con il bisogno di cercare qualcosa di familiare e stabile. E qui entra in scena la volpe gigante.
Ma ad “arpionare” il lettore fin dall’inizio è l’uso della seconda persona singolare, a cominciare dal titolo: l’autrice usa il “tu”, non l’“io” o il “lei”. In questo modo il lettore è invitato a trovare una connessione con la protagonista e la sua situazione, in cui non è poi così difficile immedesimarsi.
Ad “arpionare” è anche il modo improvviso in cui, fin dalla prima pagina, l’elemento …
Your Mother’s Fox di Niv Sekar è una storia breve di 36 pagine con uno storytelling tale da trascinare il lettore fin dalla prima pagina nella triste, malinconica e allo stesso tempo magica realtà della protagonista: una donna vicina ai 30 anni che ha di recente perso il lavoro, il partner e pure la casa. Insomma, una situazione in cui chiunque si sentirebbe perso e confuso, con il bisogno di cercare qualcosa di familiare e stabile. E qui entra in scena la volpe gigante.
Ma ad “arpionare” il lettore fin dall’inizio è l’uso della seconda persona singolare, a cominciare dal titolo: l’autrice usa il “tu”, non l’“io” o il “lei”. In questo modo il lettore è invitato a trovare una connessione con la protagonista e la sua situazione, in cui non è poi così difficile immedesimarsi.
Ad “arpionare” è anche il modo improvviso in cui, fin dalla prima pagina, l’elemento surreale e fiabesco della volpe gigante viene inserito nella narrazione, attraverso una normalissima telefonata con la madre che dà al lettore pochi ma intriganti elementi per capire cosa ci fa un animale del genere in America. In realtà spetta al lettore ricostruire il ruolo della volpe nella vita della protagonista e di sua madre, in base a quello che viene detto/non detto nel corso del fumetto.
Ma il punto di Your Mother’s Fox non è “c’è una volpe gigante, che figata!” (anche se può essere il motivo che incuriosisce il lettore all’inizio). Nel momento in cui la protagonista decide di salire in groppa alla volpe di sua madre e girare l’America, una terra a cui non sente di appartenere del tutto (sua madre era immigrata in America prima che nascesse), comincia un viaggio non per lasciarsi il mondo alle spalle, ma per cercare qualcosa di non ben definito, qualcosa che la protagonista ricerca nella propria infanzia e in quello che le è più familiare, qualcosa che è irrimediabilmente perduto per sempre.
C’è così tanto, in questa trentina di pagine. Più che una storia, Your Mother’s Fox racconta uno stato d’animo, quello in cui ci ritroviamo quando abbiamo perso tutto, non sappiamo chi siamo e abbiamo bisogno di ritrovarci.
Un padre, scienziato e medico durante la Seconda Guerra Mondiale, vuole tenere al sicuro a …
Non conosco il genere a sufficienza e non so se è il termine giusto per definire questo fumetto, ma "weird" è la prima parola che mi viene in mentre per descrivere "Oltre le camelie", una delle prime opere (se non la prima) di quella che era la Spaghetti Comics e che ora è diventata la Spaghetti Publishing (e vedremo che combinerà). La seconda parola, invece, è "cuore": c'è tanto cuore in questa storia weird, in cui una famiglia di topini alla Fievel non è quello che sembra e il cattivo della storia non è un grande animale, ma la manipolazione. C'è un lungo momento in cui la sospensione dell'incredulità cede (forse ambientare il fumetto in un'epoca diversa, magari in un prossimo futuro, avrebbe acquietato la parte più "razionale" del mio cervello), ma è proprio quando la parte "weird" comincia a non convincermi che arriva il "cuore" a sostenere tutto (o …
Non conosco il genere a sufficienza e non so se è il termine giusto per definire questo fumetto, ma "weird" è la prima parola che mi viene in mentre per descrivere "Oltre le camelie", una delle prime opere (se non la prima) di quella che era la Spaghetti Comics e che ora è diventata la Spaghetti Publishing (e vedremo che combinerà). La seconda parola, invece, è "cuore": c'è tanto cuore in questa storia weird, in cui una famiglia di topini alla Fievel non è quello che sembra e il cattivo della storia non è un grande animale, ma la manipolazione. C'è un lungo momento in cui la sospensione dell'incredulità cede (forse ambientare il fumetto in un'epoca diversa, magari in un prossimo futuro, avrebbe acquietato la parte più "razionale" del mio cervello), ma è proprio quando la parte "weird" comincia a non convincermi che arriva il "cuore" a sostenere tutto (o quasi tutto).
E niente, spero che abbiate colto le citazioni all'Incantesimo del Lago. Passo e chiudo.

New York, inverno del 1941.
In Casa Hollow si compie un efferato crimine. Nella notte uno sconosciuto uccide una donna …

Michelle Reviglio, Elena Nana, Mattia Ferri, Ivan Carlan, Diego Roncarati: Misticanza n. 21 (Italiano language, Autoproduzione)
Numero di giugno 2023 della rivista online dedicata a fumetti, racconti e illustrazioni, uscito anche in cartaceo.

Aya Fumino, talentuosa illustratrice popolarissima sul web, approda al manga con questa intensa antologia di sei racconti brevi, tutti al …

The award-winning, Eisner nominated, highly praised debut book from Linnea Sterte (author of A Frog in the Fall). An …

Federico Gaddi: Le velocissime avventure di Ukò (Italiano language, Bad Moon Rising Production)
Albo dedicato a Ukò, personaggio insaziabile che non si ferma davanti a nulla, pur di …
Ukò è uno dei miei personaggi preferiti di Bad Moon Rising (insieme a Egill il Gattobardo) e dovevo per forza recuperarmi questo spillato! La creatura di Federico Gaddi torna con la fame insaziabile che lo contraddistingue (a scapito di chiocciole di diverse dimensioni e altri animali assortiti) e lo fa a colpi di retini e mezzitoni: una nuova "veste" che ho apprezzato molto e che mi ha spinta a sfogliare l'albo più volte dopo la prima lettura. I "tentacoli parlanti" di Ukò sono sempre più creativi e instancabili nella loro caccia al cibo, con tanto di mosse speciali che non sfigurerebbero in uno shonen, cosa che non rende mai noiose le veloci e meno veloci avventure di Ukò.

W.I.T.C.H. Il cuore dell'amicizia è una nuova graphic novel in stile manga, presentata come il reboot della celebre serie originale …

Federico Gaddi: Le velocissime avventure di Ukò (Italiano language, Bad Moon Rising Production)
Albo dedicato a Ukò, personaggio insaziabile che non si ferma davanti a nulla, pur di divorare tutto.

Matilde Simoni: Schizzi vol. 1 (Italiano language, Bad Moon Rising Production)
Albo dedicato alle illustrazioni erotiche di Matilde Simoni.

Anno del Signore 1212. È passato un secolo da quando la Prima Crociata si è conclusa, ma quel lembo di …
Quando ho scoperto "No Mouth's The Hum" (grazie a Just Indie Comics), sono rimasta affascinata dallo stile grafico e dal "gioco" di forme bianche e nere che definisce non solo il protagonista (si chiama No Mouth e la ragione del suo nome è uno dei punti che ho preferito nel fumetto), ma anche l'immenso e assolato deserto in cui si trova a camminare. Questo albo dovrebbe essere l'inizio promettente di una storia più lunga, anche se dubito che verrà mai continuata (sempre che questa fosse davvero l'intenzione dell'autore)... Vorrei però vedere altro di questo autore!