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Matematto divagatore, ascendente Wikipedia. Una persona serissima.

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Donal O'Shea: La congettura di Poincaré (Italian language, 2011, Rizzoli) 4 stelle

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4 stelle

Quando Grigori Perelman rifiutò il milione di dollari che il Clay Institute gli aveva assegnato per la dimostrazione della Congettura di Poincaré, la notizia raggiunse le prime pagine di tutti i giornali. Non che la gente sapesse che diavolo fosse questa congettura, a dire il vero; ma l'idea di tutti quei soldi li stuzzicava. Fortunatamente ci sono stati alcuni matematici che hanno pensato non tanto di raccontare la dimostrazione quanto di riuscire a dare uno sguardo generale sui temi trattati, per dare almeno un'idea di quello di cui si stava parlando. Donal O'Shea ci è riuscito benissimo con questo suo libro: dopo l'incipit molto americano ero un po' prevenuto, ma lo stile del resto dell'opera è molto chiaro, e conduce man mano il lettore a capire il contesto in cui il problema nacque e fiorì, comprese le implicazioni con la relatività generale; il tutto con un ampio apparato di note …

Robert Eastaway, Jeremy Wyndham: Why Do Buses Come in Threes? (Paperback, 2005, Robson Books Ltd) 5 stelle

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5 stelle

Primo libro di una serie piuttosto fortunata (in Italia sono stati tradotti dalle edizioni Dedalo, questo in particolare col titolo Probabilità, numeri e code, vedi www.ibs.it/code/9788822062635/?shop=4284 ) questo testo vuole raccontare, come dice il suo sottotitolo, la matematica nascosta nella vita di tutti i giorni. I primi capitoli del libro sono un po' deboli, ma poi gli autori ingranano e il risultato è davvero piacevole, sia per lo stile di scrittura con il famoso humour britannico che per i temi trattati. Potrete finalmente scoprire come mai capita sempre che il bus nella direzione opposta passi prima del vostro, oppure perché a volte ci sono gli ingorghi senza alcun incidente, o ancora imparerete alcuni giochi di prestigio matematici. Curiosità: il capitolo 13 non esiste, e il 14 si intitola appunto "dov'è finito il capitolo 13?" Trovo anche adatta la scelta di presentare alcune formule matematiche complesse, naturalmente senza la dimostrazione …

ha recensito Il matematico in giallo di Carlo Toffalori (Piccola biblioteca Guanda)

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3 stelle

Se siete amanti dei gialli, avrete sicuramente trovato qualche libro in cui si magnificano le doti scientifiche dell'investigatore di turno, oppure si commentano malevolmente quelle del cattivo di turno. In questo libro Carlo Toffalori, da buon matematico, si mette a verificare se e come questi giudizi sono meritati oppure no, principalmente dal punto di vista della matematica ma a volte da quello della scienza in senso generale. Oggettivamente non è che i famosi detective della narrativa ci facciano una gran bella figura, e allo stesso tempo la descrizione della matematica presente nei libri gialli è così stereotipata da essere ben lontana dalla realtà. Aggiungiamo poi il fatto che soprattutto nelle traduzioni degli anni '60 e '70 le poche descrizioni tecniche venivano (casualmente?) cassate nell'edizione italiana, e capirete come il panorama sia desolante.<br />Purtroppo, nonostante alcuni spunti interessanti come il riscrivere la storia della dimostrazione dell'Ultimo Teorema di Fermat come se …

Review of 'Semplicità insormontabili' on 'Goodreads'

5 stelle

Si può fare filosofia terra terra? Direi proprio di sì, leggendo questo libro. Il libro comprende una serie di raccontini, già apparsi in parte sulle pagine de <em>La Stampa</em>, dove i personaggi si trovano in situazioni paradossali e che però in un certo senso sono logicamente possibili. Occhei, non esiste un'ameba che dopo la scissione vede entrambe le nuove cellule rivendicare il diritto ad essere quella originaria, né esiste l'Isola delle Quattro Stagioni, che non è a forma di pizza ma è stata costruita sull'equatore e sulla linea di cambiamento di data. Però concettualmente possono esistere, e ci fanno notare che le nostre "certezze" sono problematiche. La cosa bella - o brutta? - è che non ci sono discussioni: si presentano semplicemente queste storie. La cosa sicuramente bella è che i racconti sono davvero piacevoli.

Stanislaw Lem: Cyberiade ovvero viaggio comico, binario e libidinatorio nell'universo di due fantageni (Italian language, 2003) 5 stelle

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5 stelle

Questo libro di racconti di Stanislaw Lem racconta le imprese di due "costruttori", Trurl e Klapaucius, che si scopre essere essi stessi delle macchine (senzienti) solo dopo avere letto qualche storia. Memorabile l'incipit del primo racconto: "Un giorno Trurl il costruttore montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per N".
C'è chi potrebbe lamentarsi dell'uniformità delle storie; io personalmente le ho trovate gustosissime, sempre a mezzo tra il filo del paradosso e una cinica analisi del nostro mondo, appena nascosto sotto il velo dei racconti. Come spesso capita, è più semplice sfruttare ambientazioni esotiche per dire cose di casa nostra.
Infine, una menzione particolare per il traduttore, Riccardo Valla. Il libro è costellato di allitterazioni, giochi di parole, particolari lessici. Trovarseli nella versione italiana significa che il traduttore non si è limitato a lavorare con i piedi, ma ha fatto davvero un'opera da certosino. Bravo!

Jeremy Stangroom: Einstein's riddle (2009, Bloomsbury) 2 stelle

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2 stelle

Una mia regola aurea sulla qualità dei libri da leggere è "se sono in carta patinata, lascia perdere". Diciamo che sono più attento al contenuto che alla forma del contenitore; la regola chiaramente non si applica ai libri d'arte o di fotografia dove c'è la necessità di una carta di migliore qualità per vedere le immagini, ma per l'appunto queste sono le eccezioni e non la regola.

In questo caso la regola è stata regolarmente rispettata. Bisogna dare atto a Stangroom di avere creato delle nuove storie intorno ai classici problemi e paradossi in quel mare magnum che sta tra la matematica e la filosofia; è però anche vero che tutti i problemi presenti dovrebbero essere ben presenti a chi è avvezzo a questi temi. Per quello che mi riguarda - anche se probabilmente io non faccio testo - l'unico paradosso che non conoscevo è l'ultimo, quello sulla bella addormentata. …

ha recensito E se covano i lupi di Paola Mastrocola (Narratori della Fenice)

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3 stelle

Seconda favola di Paola Mastrocola, dopo Che animale sei?. In questo libro Lupo e Anatra sono ormai sposati, e Anatra si mette a covare tre uova... finché Lupo pensa che forse è l'ora di essere meno astratto e si offre per covarle lui, mentre Anatra potrà fare qualcos'altro nelle quattro settimane: le due storie proseguono parallele fino alla schiusa delle uova.
Ho trovato il libro molto bello e tenero, e oltretutto mi ha anche fatto sorridere in parecchi punti, il che fa sempre bene. La Mastrocola è davvero brava, e riesce a tratteggiare situazioni assolutamente reali con una prosa né piatta né melensa. L'unico appunto che mi sento di farle è quello del finale, che mi sembra un po' un anticlimax: avrei preferito il libro terminasse subito dopo la schiusa delle uova, evitando le ultime pagine che trovo in tono minore. Ma anche con questa pecca minore resta un …

ha recensito L'Elmo di Don Chisciotte di Stefano Bartezzaghi (Saggi tascabili Laterza -- 326)

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5 stelle

Ampliamento della conferenza che Stefano Bartezzaghi tenne la scorsa estate al Festival della mente di Sarzana, questo libretto ha come sottotitolo "Contro la mitologia della creatività". Eh sì, perché la creatività, anzi la "creatività" tra virgolette, è una brutta bestia e non è certo facilmente catalogabile. Per Bartezzaghi, come del resto per molti, la "creatività" nasce dall'aggiunta di uno o più vincoli ulteriori; ma soprattutto occorre che un problema sia risolto in modo nuovo e la soluzione sia percepita come la parte più importante. Per questo motivo un creativo deve avere conoscenza approfondita della materia e abilità nel manipolarla: oserei dire in anglofrancese "créatif, i.e. craft". Il tutto viene piacevolmente esposto nelle poco più di cento pagine nel solito stile divagante di Stefano, che raccoglie di tutto (e si vede che ha la mia età. È solo la nostra generazione che può ricordarsi del Trio Reno con uno che diceva …