stracchino ha recensito L'amore bugiardo di Gillian Flynn
Un amore molto bugiardo e molto complicato
3 stelle
Avviso sul contenuto Salve a chiunque approderà qui, questa recensione contiene spoiler!
Questo libro si compone di tre parti: una parte in cui c'è una specie di diario scritto da Amy; una seconda, in cui viene smentito il diario e si ribalta un po' la situazione; e l'ultima, in cui non posso spoilerare poi troppo. Il tutto intervallato da capitoli dal punto di vista di Nick che partono dal giorno della scomparsa in poi. Come anticipa il titolo italiano, i nostri "bravi" protagonisti sono due bugiardi patologici. Amy è di una misoginia estrema. Parte come simpaticona – e, all'inizio, qualche risata me la son fatta – per poi diventare sempre più acida, più giudizievole, più maleducata e, ovviamente, più manipolatrice. E che non conosce il significato delle parole, a quanto pare ("perché mai io e la mia mamma femminista guardassimo Oliver!"). Non definirei una donna femminista se invece di dare colpa al marito fedigrafo insulta l'amante, definendola in modi che immaginiamo tutti in sala… sicuramente poi denunciare le pubblicità in televisione non risolve la situazione. "Quindi si alza per andare in bagno, mentre io raggiungo il cucinotto in punta di piedi, le apro il frigo, le sputo nel latte, nel succo d’arancia e in un recipiente con dell’insalata di patate e poi torno in punta di piedi a sedermi sul letto." fatto a una vittima di violenza domestica, solo perché pensa che lei sia una brutta persona, cancellando i suoi traumi solo perché l'ha insultata non riconoscendola mi sembra molto infantile. È c'è anche un po' di body shaming, per chi pensava che almeno questa se la poteva risparmiare: "Tra me e il mio caffè del mattino ci sono tre grandi obesi in scooter per disabili: hanno già il culo che deborda dai lati del sellino, ma devono assolutamente farsi un altro panino con uovo fritto, formaggio e prosciutto." E Nick? "Non ero uguale a lui: non odiavo e non temevo tutte le donne. Solo una. Se disprezzavo soltanto Amy, se concentravo la mia furia, la mia rabbia e il mio veleno su quell’unica donna che li meritava, questo non mi rendeva uguale a mio padre. Mi rendeva sano di mente.". Sano di mente? Sul serio? Uno che ha manie uxoricide e ogni due per tre se la immagina morta per mano sua? Alla fine diventa al pari di un cocker. Go mi è piaciuta, sempre dalla parte del fratello, con un'ironia pungente. Desi l'ho detestato con tutto me stesso. "«Sai, nel corso dei secoli i maschi più infami hanno sempre maltrattato le donne forti che minacciavano la loro virilità» sta dicendo. «Hanno la psiche troppo fragile, quel bisogno di controllo…»", disse quello che la controllava, la seguiva e le dava tutto ciò di cui avesse bisogno… tranne soldi e tranquillità da sola. Almeno per lui il finale è stato equo.
Non so se è un problema dell'edizione che ho trovato, ma ci sono degli errori di traduzione e battitura un po' grossolani. "nella provincia profonda dal marito"… qualunque cosa voglia significare. Il linguaggio è particolarmente volgare, con continue allusioni e slut shaming. Spesso, visto il lavoro di Amy, ci sono dei quiz, e verso il finale, con la sua deposizione, il dialogo si trasforma in un copione, scelta che non ho completamente apprezzato, anche se ne vedo il senso: mentendo, è come se stesse recitando una parte. Il finale è molto aperto, e non so se mi abbia soddisfatto appieno.
Love & Peace.
