cretinodicrescenzago ha recensito Goodbye to Berlin di Christopher Isherwood (Berlin Stories, #2)
Berlino '30-'33 – Milano '23-'25. Stessa storia, stesso posto, stesso cabaret.
5 stelle
Berlino, triennio 1930-1933: la Repubblica di Weimar è relativamente stabile, crisi economica del '29 a parte, e la capitale tedesca è l'epicentro degli anni ruggenti europei – grandi magazzini, stazioni balneari, club e cabaret, hotel di lusso, artisti geniali. E di converso è anche casa di un'umanità derelitta: proletari con gli scarafaggi in casa, disoccupati lazzaroni, anziani nostalgici del Kaiser, turisti stranieri ricchi e dissoluti, immigrati dalle grandi ambizioni e dalle tasche vuote. Christopher Isherwood visse tutto ciò sulla sua pelle e lo ha immortalato in questo romanzo, mascherando con nomi di fantasia le disavventure, gli egoismi e il buon cuore dei suoi amici berlinesi: un capitolo dopo l'altro ci sfilano davanti la premurosa e pettegola Fraulein Schroder, l'avventurosa e svampita Sally Bowles, il nevrotico Peter col suo gigolò Otto, la famiglia miserabile di Otto, i suoi amichetti del cabaret di terza categoria, la smisurata ricchezza della dinastia ebrea dei …
Berlino, triennio 1930-1933: la Repubblica di Weimar è relativamente stabile, crisi economica del '29 a parte, e la capitale tedesca è l'epicentro degli anni ruggenti europei – grandi magazzini, stazioni balneari, club e cabaret, hotel di lusso, artisti geniali. E di converso è anche casa di un'umanità derelitta: proletari con gli scarafaggi in casa, disoccupati lazzaroni, anziani nostalgici del Kaiser, turisti stranieri ricchi e dissoluti, immigrati dalle grandi ambizioni e dalle tasche vuote. Christopher Isherwood visse tutto ciò sulla sua pelle e lo ha immortalato in questo romanzo, mascherando con nomi di fantasia le disavventure, gli egoismi e il buon cuore dei suoi amici berlinesi: un capitolo dopo l'altro ci sfilano davanti la premurosa e pettegola Fraulein Schroder, l'avventurosa e svampita Sally Bowles, il nevrotico Peter col suo gigolò Otto, la famiglia miserabile di Otto, i suoi amichetti del cabaret di terza categoria, la smisurata ricchezza della dinastia ebrea dei Launders... finché, nell'ultimo capitolo, non si arriva all'inizio del '33, l'anno dell'ascesa di Adolf Hitler al cancellierato. A quel punto, i nodi vengono al pettine: in principio, il nazismo era un dato di fatto, una parte dell'ordine naturale tedesco: la coinquilina di Christopher, Frau Mayr, è nazista, tutti lo sanno e tutti ci fanno il callo. Poi, man mano, sulle spiagge del Baltico campeggiano i padiglioni con le svastiche, poi le SA conquistano le strade, infine il Reich risorge "per durare mille anni". E mentre la varia umanità dei tedeschi ariani accetta la grande macchina del regime, mentre i ragazzini sbandati dei cabaret vestono la camicia bruna, Christopher si dà alla fuga, imprimendo per sempre nella memoria (sua e nostra) quella stagione irreale di edonismo e terrore. Un romanzo dannatamente avvincente, da leggere specialmente ora, nella seconda stagione irreale.