Baylee ha recensito Il genere di Dio di Selene M. Benedetta Zorzi (Paginealtre)
Il genere di Dio
3 stelle
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
C’è un elemento che mi irrita profondamente dei talk show italiani: la propensione a invitare a dibattere su una questione persone dichiaratamente sostenitrici di idee ormai dimostrate in maniera incontrovertibile tossiche per la nostra società. Così, in televisione vediamo legittimati (e messi sullo stesso piano di idee ormai comprovate da vari studi di varie discipline) razzismo, misoginia, lgbtqiafobia, novax, fanatismo religioso e chi più ne ha più ne metta in nome di una libertà di parola che sembra non essere più limitata dal rispetto per le altre persone e dalla presa di coscienza delle nostre (nuove) conoscenze.
Questo è il motivo che mi ha spinto a leggere Il genere di Dio, nonostante teologia e dintorni non rientrino proprio tra le mie preferenze. Il punto è che volevo un punto di vista razionale e non fanatico su quali …
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
C’è un elemento che mi irrita profondamente dei talk show italiani: la propensione a invitare a dibattere su una questione persone dichiaratamente sostenitrici di idee ormai dimostrate in maniera incontrovertibile tossiche per la nostra società. Così, in televisione vediamo legittimati (e messi sullo stesso piano di idee ormai comprovate da vari studi di varie discipline) razzismo, misoginia, lgbtqiafobia, novax, fanatismo religioso e chi più ne ha più ne metta in nome di una libertà di parola che sembra non essere più limitata dal rispetto per le altre persone e dalla presa di coscienza delle nostre (nuove) conoscenze.
Questo è il motivo che mi ha spinto a leggere Il genere di Dio, nonostante teologia e dintorni non rientrino proprio tra le mie preferenze. Il punto è che volevo un punto di vista razionale e non fanatico su quali fossero le evoluzioni della teologia di fronte agli studi di genere. L’ho trovato, anche con numerosi riferimenti ad altri testi da consultare sul tema, e non posso fare a meno di consigliarlo a chiunque, persone cattoliche e non, soprattutto a chi è smarrito (o molto incazzato) di fronte alla visione monolitica e retrograda della religione cattolica che passa dai media.
Ovviamente, la posizione ufficiale della Chiesa è ancora quella del Catechismo e qualunque apertura è molto (troppo) blanda, ma mi pare giusto dare visibilità alle persone che, all’interno della comunità cattolica, stanno lavorando per cambiare le cose e rendere questa religione più accogliente nei confronti della varietà delle identità di genere e degli orientamenti sessuali/romantici. Questo perché, per quanto la nostra società sia laica e non dovrebbe curarsi troppo dei pareri della Chiesa, bambine e bambin* LGBTQIA+ continueranno a nascere anche in famiglie religiose e non è giusto che abbiano un’infanzia e un’adolescenza d’inferno a causa di convinzioni antidiluviane.
Ciascuno di noi però un giorno potrebbe svegliarsi – o lo ha già fatto – e accorgersi di essere (andato a finire) suo malgrado nella corsia piena di divieti. Ci ritroviamo succubi di poteri, ruoli, mentalità, tradizioni, consuetudini che tolgono umanità, possibilità, diritti, riconoscimenti, giustizia e a volte… la vita. Non è necessario che ci svegliamo donne o omosessuali: possono svegliarsi così i manager al potere, i preti che si ritrovano soli e demotivati, gli uomini grassi, i maschi timidi, i padri casalinghi, le persone di colore, le donne costrette ad andare in giro velate, coloro che pur di salvarsi scelgono il rischio di una morte per mare, gli islamici, ogni persona portatrice di una mentalità, cultura, pratica e sensibilità diversa o che vi aspirerebbe: ci svegliamo insomma proprio come siamo. Allora desidereremmo vivere in un mondo capace di accettarci proprio così come siamo; capace di fare cioè della nostra differenza e diversità una ricchezza.