stracchino ha recensito Buono, pulito e giusto di Carlo Petrini (Gli struzzi -- 604)
Per un futuro buono, pulito e giusto
5 stelle
"Sono un gastronomo.
No, non il mangione che non ha il senso del limite e gode di un cibo solo quanto più è copioso o quanto più è proibito.
No, non lo stolto dedito ai piaceri della tavola che se ne infischia di come un cibo è arrivato al desco.
Mi piace conoscere la storia di un alimento e del luogo da cui proviene, mi piace immaginare le mani di chi l’ha coltivato, trasportato, manipolato, cucinato, prima che mi venisse servito.
Vorrei che il cibo che consumo non privasse di cibo altri nel mondo.
Mi piacciono i contadini, il loro modo di vivere la terra e di saper apprezzare il buono.
Il buono è di tutti; il piacere è di tutti, poiché è nella natura umana.
C’è cibo per ognuno su questo pianeta, ma non tutti mangiano. Chi mangia, inoltre, spesso non gode, ma mette benzina in un motore. Chi …
"Sono un gastronomo.
No, non il mangione che non ha il senso del limite e gode di un cibo solo quanto più è copioso o quanto più è proibito.
No, non lo stolto dedito ai piaceri della tavola che se ne infischia di come un cibo è arrivato al desco.
Mi piace conoscere la storia di un alimento e del luogo da cui proviene, mi piace immaginare le mani di chi l’ha coltivato, trasportato, manipolato, cucinato, prima che mi venisse servito.
Vorrei che il cibo che consumo non privasse di cibo altri nel mondo.
Mi piacciono i contadini, il loro modo di vivere la terra e di saper apprezzare il buono.
Il buono è di tutti; il piacere è di tutti, poiché è nella natura umana.
C’è cibo per ognuno su questo pianeta, ma non tutti mangiano. Chi mangia, inoltre, spesso non gode, ma mette benzina in un motore. Chi gode, invece, spesso non si preoccupa d’altro: dei contadini e della terra, della natura e dei beni che ci può offrire.
Pochi conoscono ciò che mangiano e godono per tale conoscenza, fonte di piacere che unisce con un filo rosso l’umanità che la condivide.
Sono un gastronomo, e se vi viene da sorridere, sappiate che non è semplice esserlo. È complesso, perché la gastronomia, considerata una cenerentola nel mondo del sapere, è invece una scienza vera, che può aprire gli occhi.
E in questo mondo d’oggi è molto difficile mangiare bene, ovvero come la gastronomia comanderebbe.
Ma c’è futuro, sempre, se il gastronomo avrà fame di cambiamento."
Le parole di Carlo Petrini sono forti e al tempo stesso gentili, pregne di idee e speranza di un futuro migliore. Ecco, sarebbe bello che le parole indicate in questo volume, assieme a quelle di tante altre persone speranzose e attiviste come lui, potesse, a distanza di tanti anni dalla prima edizione, diventare realtà. Il cibo oggi spesso non è né buono, né pulito, né giusto, ma bisogna impegnarsi a invertire la rotta – per noi e per l'ambiente – tuttə insieme, organi dello Stato e sovranazionali inclusi, troppo impegnati in rapporti capitalistici e che ci portano (e porteranno) alla rovina.
Non lasciamo che sia soltanto quello "bravo, ammirevole! Bis!", quando le parole rimangono su carta e non vengono applicate. Lo abbiamo fatto con troppe persone. E noi non siamo dei consumatori, come vogliono farci credere, ma dei coproduttori: abbiamo delle responsabilità ben precise. Prendiamocele.
Love & Peace.