verboso ha recensito Murder in the Tool Library
Sì, un romanzo giallo solarpunk
5 stelle
Un mio vecchio insegnante di scrittura mistery aveva un'opinione molto poco lusinghiera del suo stesso genere. Nel giallo, secondo lui, il mistero è solo un pretesto. L'obiettivo del romanzo giallo è, come quello di molti altri romanzi, gettare luce sulla società in cui si svolge, le sue forme e regole e soprattutto le sue contraddizioni. Messa così, l'idea di un romanzo giallo solarpunk appare decisamente meno bizzarra.
Murder in the tool library di A.E. Marling è esattamente quello che dice il titolo: l'indagine per un omicidio che è stato perpetrato nella "biblioteca degli oggetti", un luogo classico del solarpunk. A indagare sono i membri di un'organizzazione che non è una polizia, a processare non è un vero tribunale, a scoprire la verità e occuparsi di come è potuto succedere è un sacco di gente, tutti consapevoli che la riparazione è fondamentale, ma che niente riporterà indietro chi è stato ucciso. …
Un mio vecchio insegnante di scrittura mistery aveva un'opinione molto poco lusinghiera del suo stesso genere. Nel giallo, secondo lui, il mistero è solo un pretesto. L'obiettivo del romanzo giallo è, come quello di molti altri romanzi, gettare luce sulla società in cui si svolge, le sue forme e regole e soprattutto le sue contraddizioni. Messa così, l'idea di un romanzo giallo solarpunk appare decisamente meno bizzarra.
Murder in the tool library di A.E. Marling è esattamente quello che dice il titolo: l'indagine per un omicidio che è stato perpetrato nella "biblioteca degli oggetti", un luogo classico del solarpunk. A indagare sono i membri di un'organizzazione che non è una polizia, a processare non è un vero tribunale, a scoprire la verità e occuparsi di come è potuto succedere è un sacco di gente, tutti consapevoli che la riparazione è fondamentale, ma che niente riporterà indietro chi è stato ucciso.
Quindi non è un giallo con un detective e un assassino, ma un romanzo corale (c'è chi sostiene che tutto il solarpunk tende a essere corale). Ma nonostante la struttura e la lingua non banali, rimane un romanzo onesto, che non ambisce a diventare letterario, ma a sviscerare tra persone semplici una questione molto complessa: come si fa la "giustizia" in un mondo solarpunk? Chi la esercita, come si organizza, con quali strumenti? Nell'anarchia cos'è la punizione? quale equilibrio tra il diritto di tutti a sapere e la necessità di nascondere a qualcuno?
In una città senza nome, una società vive ad appena una generazione di distanza dal mondo di prima: un cyberpunk delle big tech che potrebbe anche essere il nostro presente. È una società molto egualitaria e piuttosto queer, dove c'è spazio per chiunque; c'è una specie di lavoro e c'è lo svago; ci sono le famiglie e i quartieri; ci sono i forum e i social network. E a un certo punto c'è un omicidio.
Il mondo di questo romanzo è interessante perché chi scrive fa delle ipotesi compiute su come potrebbe funzionare questa società, e le porta avanti mostrando tanto le loro conseguenze desiderabili, quanto quelle controverse. Specula su luci e ombre di un mondo diverso, e senza dubbio molto migliore. Accarezza l'utopia, ma lascia un sacco di questioni aperte, di possibili contraddizioni, di note veramente amare. Anche perché quello che è desiderabile per qualcuno può essere controverso per qualcun altro. E perfino la soluzione del caso, che il genere giallo richiederebbe essere la più positiva possibile, contiene un granello di sabbia che prima o poi potrebbe anche incastrare l'ingranaggio del mondo.
Per me Murder in the tool library è un bel libro e un ottimo romanzo solarpunk. Lo consiglio.