Troppo logorroico e ripetitivo; i fatti sono noiosi e per nulla interessanti, e si attende sempre una riflessione che non arriva mai, delle conclusioni che giustifichino tanto spreco di carta. Sarà perché ormai certe cose sono scontate. Comunque Manzoni sembra troppo possibilista sulla tortura, e non sembra aver compreso i principi su cui poggia il suo rifiuto.
Recensioni e commenti
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nemobis ha recensito Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni
nemobis ha recensito Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello
Review of 'Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere' on 'Goodreads'
2 stelle
L'autore, attraverso 13 capitoli, analizza il collasso avvenuto, scampato o possibile di società passate o contemporanee, confrontandole sulla base di vari tipi di elementi di rischio (danni al territorio - il principale -; cambiamenti climatici; popoli nemici e amici; risposta delle società ai propri problemi). Nel primo capitolo (prima parte) offre un esempio contemporaneo (il Montana) di conflitti sulla gestione del territorio. Nei seguenti otto (seconda parte) analizza altrettanti casi di società collassate o quasi (Pasqua; Pitcairn e Henderson; indigeni dell'America settentrionale; maya; vichinghi; Groenlandia) sulla base dei fattori esposti all'inizio, e analizzando le differenze fra chi ce la fece e chi fallì dimostra che tutti potevano in teoria risolvere i propri problemi, ma non seppero farlo. Nei seguenti quattro capitoli (terza parte) analizza altrettanti casi contemporanei (Haiti e Repubblica Dominicana; Cina; Australia; Ruanda) di società sull'orlo del collasso a causa di tutti i motivi analizzati in precedenza, dimostrando che …
L'autore, attraverso 13 capitoli, analizza il collasso avvenuto, scampato o possibile di società passate o contemporanee, confrontandole sulla base di vari tipi di elementi di rischio (danni al territorio - il principale -; cambiamenti climatici; popoli nemici e amici; risposta delle società ai propri problemi). Nel primo capitolo (prima parte) offre un esempio contemporaneo (il Montana) di conflitti sulla gestione del territorio. Nei seguenti otto (seconda parte) analizza altrettanti casi di società collassate o quasi (Pasqua; Pitcairn e Henderson; indigeni dell'America settentrionale; maya; vichinghi; Groenlandia) sulla base dei fattori esposti all'inizio, e analizzando le differenze fra chi ce la fece e chi fallì dimostra che tutti potevano in teoria risolvere i propri problemi, ma non seppero farlo. Nei seguenti quattro capitoli (terza parte) analizza altrettanti casi contemporanei (Haiti e Repubblica Dominicana; Cina; Australia; Ruanda) di società sull'orlo del collasso a causa di tutti i motivi analizzati in precedenza, dimostrando che ciò che accadde in passato vale anche adesso, e che corriamo anche noi (quantomeno) gli stessi rischi dei popoli passati. Tutto ciò è una preparazione per gli ultimi tre capitoli (100 pagine)(quarta parte), dove basandosi sulle esperienze passate analizzate nelle parti seconda e terza tira le somme degli errori da non commettere (e che adesso siamo in grado di evitare); dimostra che anche noi stiamo correndo dei gravi rischi (rispondendo a delle comuni obiezioni anti-ambientaliste) e anche (con degli esempi) che molti danni all'ambiente si possono evitare con vantaggio di tutti (anche delle aziende), a patto che l'opinione pubblica si mobiliti e operi le necessarie pressioni, e che quindi ci sono ancora delle significative speranze. Ciò detto, devo dire che questo libro non mi è piaciuto molto: la prima parte è decisamente noiosa (a chi può importare di quello che accade in Montana?); la seconda può servire agli scettici che credono che si possa andare avanti a sfruttare il pianeta in questo modo, ma per chi è convinto del contrario risulta piuttosto tediosa; la terza è invece interessante perché spiega in modo convincente i problemi di quattro Paesi contemporanei; anche l'ultima può servire solo ai non ambientalisti e non offre alcuna visione particolarmente innovativa. Inoltre, l'intero libro avrebbe bisogno di un buon revisore: è molto ripetitivo sia all'interno dei capitoli che nel suo complesso, e molti aneddoti sono del tutto inutili; alcuni capoversi andrebbero del tutto eliminati, così come (forse) l'intero primo capitolo; nella seconda parte, a meno che si sia profondamente scettici sulle tesi dell'autore, di ciascun capitolo basta leggere il primo e l'ultimo capoverso, se non si è particolarmente interessati alle vicende dei popoli in questione. In definitiva, si tratta di un libro con poche tesi e nemmeno particolarmente innovative o illuminanti, anche se esposte in modo talmente stringente che nessuno dopo averlo letto potrà ignorare del tutto i problemi ecologici del nostro pianeta. Come se non bastasse, il formato del libro è piuttosto voluminoso, probabilmente solo per contenere le numerose foto centrali, del tutto inutili ai fini della comprensione del libro: il tutto solo per alzare il prezzo a 24€, tantissimo per un libro in brossura. Infine, la traduzione non è molto curata.
Review of "La costruzione del male. Dall'olocausto all'11 settembre" on 'Goodreads'
2 stelle
Ho sempre pensato che il male e il bene sono categorie costruite dall'uomo; qui si sostiene anche che sono necessarie, e probabilmente è vero, e quindi che bisogna imparare a controllarne la costruzione. Però di fatto non si capisce come sia stato costruito il mito dell'Olocausto, perché la gente si sia rivolta a una certa interpretazione piuttosto che a un'altra. La storia è comunque interessante, e serve abbastanza bene a esporre l'idea di fondo.
nemobis ha recensito Il gene egoista di Richard Dawkins
nemobis ha recensito Il pubblico di Federico García Lorca
nemobis ha recensito Le mele di Chernobyl sono buone di Giancarlo Sturloni (Galápagos)
Review of 'Le mele di Chernobyl sono buone' on 'Goodreads'
2 stelle
La storia dei disastri ripete cose già note ma le mette ben in fila; la conclusione sulla società del rischio, la scienza democratica e le mitologie è interessante ma non coraggiosa quanto dovrebbe; l'autore sembra più che altro ripetere e riorganizzare cose che ha letto.
nemobis ha recensito Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente
nemobis ha recensito Casa d'altri di Silvio D'Arzo (BelleStorie. Narrativa -- 2)
nemobis ha recensito Introduzione alla filosofia matematica di Bertrand Russell
nemobis ha recensito Di là dal cuore
Review of 'Vacche sacre e mucche pazze : il furto delle riserve alimentari globali' on 'Goodreads'
4 stelle
Interessanti i moltissimi dati riportati, ma soprattutto alcune grandi intuizioni concettuali, a partire dal fatto che la Rivoluzione verde si inventa le alte rese escludendo dal computo tutte le produzioni non industriali come la paglia.














