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La sottoveste sopra la gonna (Paperback, Italiano language, Marna) 5 stars

La sottoveste sopra la gonna

5 stars

Questo libro è un balsamo. In una società sempre più vecchia, in cui nascono sempre meno bambini e sempre più persone raggiungono e superano gli 80 anni, ma nella quale l'anziano è troppo spesso considerato un peso, abbandonato a se stesso, dimenticato, o persino percosso e maltrattato nelle case di riposo che troppo sovente diventano notizia da telegiornale, questo libro è un balsamo. Perché mostra che ci sono persone - e sono più di quante pensiamo - che si dedicano non solo con professionalità, ma anche con vera umanità agli anziani, ed agli anziani più "difficili": i malati di Alzheimer. Quelli che, come la signorina Graziella, si confondono ed indossano la sottoveste sopra la gonna, o che, come la Clara, trovano nella demenza l'oblio che li distrae da una natura matrigna, salvo poi risvegliare di soprassalto l'istituto con una gravidanza isterica, o, ancora, come Guerrino, che non ha l'Alzheimer ma è schizofrenico e tutti i giorni va a fare una passeggiata in paese riparandosi con l'ombrello, ma solo se non piove. Persone. Ciascuna con la propria storia, il proprio vissuto, il proprio passato che un giorno, per uno scherzo del destino e per complessi meccanismi biochimici, tornano come bambini, o dimenticano dove vivono da sempre, o non riconoscono i propri figli, o esplodono in eccessi d'ira. Il libro della loro vita si riempie di pagine bianche, i ricordi sbiadiscono, la coscienza di sè sempre più spesso scompare, ma restano persone. E come tali meritano di essere trattate. Con dignità. Fino al loro ultimo respiro. Io, che ho avuto la fortuna e l'onore di incontrare personalmente l'autore di questo libro, non posso far altro che sperare che nel mondo ci siano tanti medici come lui, capaci di coniugare la passione per la propria professione a quell'umanità che rende migliore e più efficace ogni cura. Ed ogni volta che qualche tg riporta drammatiche vicende di anziani dimenticati o maltrattati il mio pensiero va al dottor Giovanni Bigatello e a chi, con lui e come lui, non fa clamore, ma fa tanto bene.