Brossura, 246 pagine
lingua Italiano
Pubblicato il 12 Giugno 2026 da Tangerin.
Brossura, 246 pagine
lingua Italiano
Pubblicato il 12 Giugno 2026 da Tangerin.
Traduzione di Valeria Gennari Prefazione di Francesca De Rosa, Nina Ferrante e Monica Riccio
Tra le generazioni razzializzate discendenti dall’immigrazione, nelle province e nelle periferie, tra le classi subalterne urbane, e nella gioventù che si mobilita per giustizia sociale e diritti, lo stato identifica solo minacce alla sopravvivenza del sistema. Su di loro la repressione: aggressioni, arresti e uccisioni. Il potere istituzionale, facendo leva sull’amore filiale, prova a strumentalizzare le madri – le stesse su cui scarica la responsabilità della cura e della riproduzione sociale – chiedendo loro di far da «cuscinetto» e spingere la prole in rivolta a restare a casa per non rischiare la vita, inducendole a essere uno strumento di pacificazione sociale. Ma chi ama le proprie creature non può piegarsi a questo ricatto e invece di frenarle deve agire per loro: è dall’autorganizzazione che si dispiegherà la potenza delle madri. Per Fatima Ouassak, sono il nuovo …
Traduzione di Valeria Gennari Prefazione di Francesca De Rosa, Nina Ferrante e Monica Riccio
Tra le generazioni razzializzate discendenti dall’immigrazione, nelle province e nelle periferie, tra le classi subalterne urbane, e nella gioventù che si mobilita per giustizia sociale e diritti, lo stato identifica solo minacce alla sopravvivenza del sistema. Su di loro la repressione: aggressioni, arresti e uccisioni. Il potere istituzionale, facendo leva sull’amore filiale, prova a strumentalizzare le madri – le stesse su cui scarica la responsabilità della cura e della riproduzione sociale – chiedendo loro di far da «cuscinetto» e spingere la prole in rivolta a restare a casa per non rischiare la vita, inducendole a essere uno strumento di pacificazione sociale. Ma chi ama le proprie creature non può piegarsi a questo ricatto e invece di frenarle deve agire per loro: è dall’autorganizzazione che si dispiegherà la potenza delle madri. Per Fatima Ouassak, sono il nuovo soggetto rivoluzionario: un’alternativa politica che parte dai quartieri popolari, dalle comunità che li abitano, e lotta per un futuro migliore. Fare della scuola un luogo di emancipazione e dignità, e non di riproduzione di disuguaglianze e ghettizzazione. Rivendicare diritti, salute e sanità pubblica, contro ogni violenza ostetrica o medicalizzazione eurocentrica delle diverse abitudini sociali. Ripensare in un’ottica ecologista i servizi e i territori. Adottare una prospettiva femminista e di classe per evitare che donne borghesi scarichino le proprie fatiche su altre donne non bianche. Salvaguardare la trasmissione culturale familiare in chiave anticoloniale. Rifiutare le logiche capitaliste che annientano natura e umanità. Tutto questo per allargare il campo dei possibili, per sé e le proprie creature. «Chi potrà fermare delle madri organizzate che lottano per i propri figli?».